4ª audizione dell’indagine su banda larga e net neutrality: British Telecom

Proseguono le audizioni dell’indagine su banda larga e neutralità della rete dell’ 8ª Commissione del Senato – seduta n. 280 del 19/04/201

Il presidente GRILLO, dopo aver rivolto un indirizzo di saluto ai vertici di British Telecom, introduce brevemente l’oggetto dell’audizione odierna, suffermandosi altresì sulle finalità dell’indagine conoscitiva.

L’ingegner SCIOLLA offre preliminarmente un sintetico inquadramento sul posizionamento di British Telecom in Italia, soffermandosi sui dati attinenti il fatturato, la rete in fibra ottica di proprietà dell’azienda, i data center e le competenze professionali.

Passa, quindi, ad illustrare l’esperienza di British Telecom nel Regno Unito, evidenziando l’avvio dello sviluppo di una rete di nuova generazione in fibra, con un investimento di oltre 2,5 miliardi di sterline, che prevede, entro il 2015, la connessione per 16 milioni di linee tra case ed aziende, pari ai due terzi del totale, raggiungendo una copertura del 66 per cento.

Evidenzia come, nel Regno Unito, i piani di coinvestimento con stanziamenti pubblici siano previsti solo in zone in cui è necessaria l’applicazione del principio di sussidiarietà, ossia dove nessun operatore è intenzionato a sviluppare la rete esclusivamente con fondi propri, come, ad esempio, in Cornovaglia.

Per quanto riguarda la regolamentazione della rete di nuova generazione (NGN) in Italia, il presupposto di British Telecom è che esisterà un’unica rete di nuova generazione per unità territoriale, a prescindere dal fatto che la rete venga realizzata tutta o in parte da Telecom Italia ovvero da una società mista o da altri operatori locali. Ciò significa che la NGN diventerà un nuovo monopolio o un insieme di nuovi monopoli: pertanto, occorrerà perseguire due obiettivi, ossia la realizzazione in tempi rapidi di tale rete e la parità di accesso a tale infrastruttura per tutti gli operatori e fornitori di servizi di telecomunicazioni.

Dopo aver precisato le condizioni indispensabili per la messa in opera della nuova rete, individua i requisiti funzionali per assicurare la parità di accesso a tutti gli operatori di comunicazioni.

Precisa, quindi, come la competizione infrastrutturale richieda più reti e non una sola rete costruita da più operatori, poiché, in presenza di una unica rete, a prescindere dal costruttore, lo sviluppo armonioso del mercato richiederebbe comunque l’accesso a tale monopolio in modo capillare e uguale per tutti.

Offre, quindi, elementi informativi sull’importanza della rete di nuova generazione per le imprese, dal momento che una NGN ad elevatissime prestazioni e disponibile in breve termine rappresenterebbe un volano fondamentale per lo sviluppo delle imprese e, di riflesso, del sistema economico nazionale. Al riguardo, indica le condizioni a cui dovrebbe conformarsi una rete che risponda alle esigenze dell’apparato imprenditoriale.

In merito ai disegni di legge nn. 1710, 1988 e 2576 sulla neutralità della rete, all’esame dell’8a Commissione, esprime assoluta condivisione su temi come la neutralità nelle condizioni di accesso, l’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, la garanzia dell’accesso dei disabili a tali servizi e la diffusione e l’utilizzo di standard di piattaforme aperte. Invece, formula un giudizio di totale disaccordo sul tema del network management, ossia della possibilità, da parte dell’operatore, di ottimizzare il trasporto del traffico, al fine di evitare i cosiddetti “colli di bottiglia” e quindi fornire a tutti gli utenti un servizio migliore. Infatti, non permettere agli operatori di trattare con diverse priorità i diversi contenuti, sulla base dell’importanza e dell’urgenza, rischia di condizionare negativamente l’accesso alla rete e l’utilizzo dei servizi. Pertanto, per evitare tale distorsione, risulta fondamentale non confondere il concetto di libero accesso ai contenuti, da parte di tutti gli utenti, con il fatto che tutti i contenuti abbiano lo tesso valore e priorità. Di conseguenza, le logiche e le modalità di gerarchizzazione dei contenuti dovranno essere chiare e magari regolate: infatti, negarne il principio significherebbe contrastare con l’interesse della comunità e non sfruttare a pieno l’evoluzione tecnologica.

Dopo essersi soffermato sui temi della trasparenza nei confronti del consumatore e della necessità di assicurare la copertura finanziaria e il corredo di regole utili allo sviluppo di reti che possano garantire tutta la popolazione, approfondisce le modalità con le quali Google ed altri motori di ricerca organizzano l’indicizzazione e la gerarchizzazione dei contenuti, evidenziando come sia indispensabile definire regole chiare e trasparenti con cui i diversi contenuti vengano prima indicizzati e poi resi disponibili a tutti gli utenti.

Da ultimo, affronta la questione dei modelli di business per le reti di nuova generazione, rilevando che gli  investimenti pubblici sono positivi solo se articolati a supporto del market failure, ossia in quelle aree geografiche in cui gli operatori privati non effettuano investimenti, perché ritenuti non convenienti. Non essendo percorribile l’ipotesi del coinvestimento nella rete da parte degli operatori over the top, appare essenziale trovare una soluzione che accresca la capacità di investimento e non sbilanci troppo il baricentro economico esclusivamente a favore dei richiamati operatori over the top.

Pertanto, i possibili modelli da adottare per l’utilizzo sostenibile delle NGN devono cercare di perseguire alcuni obiettivi principali, come l’efficienza economica della filiera, il mantenimento di internet come rete aperta e competitiva, l’utilizzo efficiente delle infrastrutture. Al riguardo, reputa perseguibili tre soluzioni: il pagamento da parte dei service provider, di una reverse charge agli operatori di rete basata sui volumi e sull’urgenza dei dati trasportati; la differenziazione della qualità del servizio; infine, la stesura di accordi bilaterali tra network provider e service provider.

Seguono, quindi, i quesiti formulati dai Senatori.

Il senatore STIFFONI (LNP) domanda chiarimenti in merito alle possibili modalità di indicizzazione e gerarchizzazione dei contenuti organizzati dai motori di ricerca.

Il senatore RANUCCI (PD) chiede se sussista il rischio concreto che gli operatori over the top beneficino della parte preponderante degli investimenti realizzati per la rete di nuova generazione.

Domanda, poi, se sia pensabile garantire un’effettiva neutralità tecnologica per quanto riguarda, in particolare, il collegamento in banda larga sia con la rete fissa che con il wireless.

Ricollegandosi alle considerazioni sulla necessità di un’unica rete di nuova generazione per unità territoriale, chiede come ciò possa conciliarsi con il progetto di creazione di un’unica rete, partecipata da una pluralità di operatori, ossia con il criterio ispiratore del cosiddetto “tavolo Romani”.

Dopo avere chiesto chiarimenti sulla necessità del ricorso a fondi pubblici, domanda delucidazioni sui tempi e sulla percorribilità del passaggio totale dalla rete in rame alla rete in fibra ottica.

Il presidente GRILLO (PdL) chiede chiarimenti sui ritardi negli investimenti in banda larga, nonostante la presenza, nel Paese, di molteplici infrastrutture di rete.

L’ingegner SCIOLLA, rispondendo ai quesiti posti, evidenzia come, attualmente, il principale motore di ricerca, ossia Google, organizzi i propri dati sulla base dei livelli di domanda richiesti e dei connessi traffici commerciali. A tale riguardo, ritiene che la regolamentazione dei motori di ricerca debba consentire di poter fruire di diverse tipologie di ricerca, sulla base di parametri di trasparenza.

In merito al ruolo degli operatori over the top, ribadisce la necessità di individuare meccanismi di parziale trasferimento di ricavi dall’uno all’altro dei due potenziali contendenti, ricordando peraltro che gli operatori di rete sono quasi tutti localizzati in Europa mentre gli operatori over the top hanno quasi tutti la propria sede negli Stati Uniti.

Per quanto concerne la neutralità tecnologica si dichiara favorevole a distinguere il gestore dell’infrastruttura dall’erogatore dei servizi offerti.

Ribadisce, poi, l’opportunità di disporre di una NGN per ogni realtà territoriale auspicabilmente garantendo che ciascuna rete di nuova generazione abbia più cavidotti, per permettere che su di essa vengano veicolati servizi offerti da diversi operatori.

Relativamente al cosiddetto “tavolo Romani”, ne valuta positivamente l’operato, rilevando, tuttavia, come esso preveda investimenti soltanto laddove non vi siano altri operatori già attivi, agendo secondo un modello di sussidiarietà “orizzontale”.

Con riguardo, poi, a ipotesi di switch-off della rete in rame, con il conseguente passaggio alla rete in fibra ottica, ritiene che esso sarà automatico una volta che tutte le aziende saranno state collegate tra loro attraverso una nuova rete in fibra ottica.

Infine, ritiene che il Paese sia ricco di molteplici frammenti di infrastrutture di rete, evidenziando come Telecom Italia abbia fatto alcuni passi positivi verso il parziale scorporo della rete e che un maggior sviluppo richiederebbe ulteriori progressi in tale direzione.

Il presidente GRILLO, dopo aver ringraziato i vertici di British Telecom ed i senatori intervenuti, dichiara conclusa l’audizione odierna, rinviando ad altra seduta il seguito dell’indagine conoscitiva.

Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,10.

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