2ª audizione dell’indagine su banda larga e net neutrality: Telecom Italia

Proseguono le audizioni dell’indagine su banda larga e neutralità della rete dell’ 8ª Commissione del Senato – seduta n. 275 del 07/04/2011

Intervengono, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, il dottor Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, il dottor Franco Rosario Brescia, responsabile rapporti con le istituzioni e la dottoressa Alessandra Palombi, responsabile rapporti con le istituzioni nazionali.

La seduta inizia alle ore 9,05.

Il presidente GRILLO, dopo aver rivolto un indirizzo di saluto al dott. Bernabè, riepiloga succintamente la finalità dell’indagine conoscitiva in titolo, soffermandosi in particolare sull’esiguità delle risorse pubbliche disponibili e, quindi, sul necessario coinvolgimento di capitali privati, attraverso l’attivazione dei meccanismi di finanza di progetto.

Il dottor Bernabè dà lettura di un documento scritto, consegnato all’Ufficio di segreteria, in cui affronta analiticamente i profili riguardanti lo stato della banda larga in Italia, il piano di Telecom per lo sviluppo dell’infrastruttura broadband nel periodo 2011-2013, le particolarità della rete di accesso in rame, rilevando al riguardo, come – sulla base delle dinamiche della domanda e delle esperienze degli altri Paesi occidentali – appaiano del tutto irrealistiche le ipotesi di rapida dismissione della rete in rame.

Successivamente, si sofferma sui progetti dell’azienda finalizzati a sviluppare la rete di accesso in fibra, portando il relativo servizio fino a casa del cliente (fiber to the home).

Fornisce, quindi, informazioni sulle regole per le reti di nuova generazione, alla luce del Memorandum of understanding del cosiddetto “Tavolo Romani”.

Con riguardo al principio della net neutrality, oggetto dei disegni di legge n. 1710, 1988 e 2576 all’esame dell’8a Commissione, si sofferma sulle problematiche tra i fornitori di connettività ed i fornitori di servizi di over the top, sottolineando come il principio di neutralità debba essere esteso a tutti gli elementi dell’ecosistema internet.

Da ultimo, affronta le future sfide legate all’evoluzione della rete internet, con particolare riguardo all’esigenza di affiancare una rete “a qualità garantita” alla tradizione rete “best effort”, nonché di consentire pratiche ragionevoli di network management.

Seguono, quindi, i quesiti formulati dai senatori.

Il senatore VIMERCATI (PD), dopo aver rilevato il rischio che alla fine del decennio in corso una parte rilevante del Paese possa essere esclusa dalla connessione alla banda ultra larga, chiede chiarimenti sulle problematiche connesse al rapporto tra Telecom e gli operatori alternativi, per quanto concerne proprio lo sviluppo degli investimenti in banda ultra larga.

In merito alla neutralità della rete, dopo aver auspicato l’individuazione di una soluzione normativa armonizzata in chiave europea, evidenzia come la finalità dei disegni di legge all’esame della Commissione consista, innanzi tutto, nella tutela dei diritti dei cittadini e degli utenti, domandando, al riguardo, che cosa intenda la Telecom per gestione trasparente e non discriminatoria del traffico sulla rete.

Il senatore VITA (PD) reputa che il riferimento al ruolo degli operatori over the top rischia di essere ultroneo rispetto al principio della neutralità della rete. Peraltro, la finalità del disegno di legge n. 1710, a sua prima firma, consiste sostanzialmente nel garantire che l’accesso ad internet sia reso disponibile con qualsiasi dispositivo telematico e prescindendo dai contenuti oggetto della navigazione.

Domanda, quindi se Telecom possa fornire un contributo al dibattito sulla neutralità della rete utile ad elevare il livello della discussione.

Il senatore RANUCCI (PD) chiede chiarimenti sulle modalità di gestione del network management e sull’abbattimento del digital divide, nonché sull’effettuazione, da parte di Telecom, di un monitoraggio finalizzato a rendere possibile ai distretti industriali l’accesso alla fibra ottica.

Il senatore BALDINI (PdL), dopo aver svolto una serie di considerazioni sul ruolo delle nuove tecnologie nello sviluppo del sistema economico produttivo, chiede una valutazione circa l’utilità del ricorso a risorse pubbliche per l’implementazione della banda larga.

Domanda, quindi, se in altri Stati dell’Unione europea siano già state adottate normative per salvaguardare il principio della neutralità della rete e disciplinare il rapporto tra fornitori di connettività ed erogatori di servizi over the top.

Il senatore MURA (LNP) ricorda l’esistenza, nel territorio nazionale, di una molteplicità di reti pubbliche e private, di società di erogazione del servizio wi-fi e di servizi di banda larga messi a disposizione dalla tv digitale.

Pertanto, alla luce dell’esistenza di un’adeguata rete infrastrutturale, ritiene opportuno procedere alla mappatura della rete esistente, evidenziarne le sovrapposizioni e completarne i vuoti, a mezzo di apposite interconnessioni: tale operazione, infatti, richiederebbe un fabbisogno finanziario di gran lunga inferiore a quello che sarebbe reso necessario con la predisposizione ex novo di un’unica rete e potrebbe essere assistita dal ricorso a meccanismi di finanza di progetto.

Il dottor Bernabè, rispondendo ai quesiti formulati, si ricollega all’intervento del senatore Mura, per sottolineare la presenza in Italia di una buona rete infrastrutturale, che rappresenta una base di partenza per i futuri investimenti.

Per quanto concerne il ricorso a risorse pubbliche, ritiene che queste non appaiano necessarie per quel 93 per cento di popolazione già raggiungibile attraverso la banda larga; si pone, invece, un problema serio per quanto concerne il 6,5 per cento di popolazione che, difficilmente, potrà accedere alla banda larga in assenza di utilizzo di risorse pubbliche finalizzate all’abbattimento del digital divide.

Si sofferma, quindi, sul rapporto tra Telecom e gli operatori alternativi, ribadendo la disponibilità dell’azienda da lui guidata alla piena collaborazione per gli investimenti sulla rete fissa e mobile, nonché a forme di partenariato pubblico-privato.

In merito alla neutralità della rete, ritiene che la tutela di tale principio debba essere calibrata alla luce del volume crescente del traffico on line, che richiede, inevitabilmente, apposite forme di regolamentazione. Al riguardo, evidenzia come i fornitori di servizi over the top beneficino di ricavi estremamente elevati, senza offrire ai territori in cui operano alcun beneficio né in termini di introiti fiscali né di incremento occupazionale.

Svolge, quindi, delle considerazioni sulle caratteristiche della domanda di accesso ad internet esistente sul mercato italiano, rilevando l’utilità, alla luce delle caratteristiche sociali e demografiche della popolazione, dell’accesso alla banda larga attraverso la televisione.

Il presidente GRILLO (PdL) ritiene che l’audizione odierna abbia fornito importanti chiarimenti, per quanto riguarda le potenzialità della Telecom, quale big player dell’industria nazionale, la presenza in Italia di una buona rete infrastrutturale e l’ineludibilità del ricorso alla finanza di progetto come strumento di attrazione dei capitali privati: infatti, l’esiguità delle risorse pubbliche suggerisce che i pochi fondi statali a disposizione vengano impiegati per abbattere il digital divide, consentendo l’accesso alla banda larga a quel 6,5 per cento della popolazione, destinata altrimenti ad esserne esclusa; invece, per quanto concerne la larga fetta di popolazione che già oggi può accedere a tale servizio, occorre sviluppare investimenti nella banda ultra larga attraverso bandi di gara rivolti alle imprese private. Reputa, quindi, opportuno affiancare in tale operazione al Ministero dello sviluppo economico anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, essendo la struttura amministrativa più attrezzata a redigere i bandi di gara.

Da ultimo, per quanto riguarda la neutralità della rete, sottolinea gli interessanti spunti forniti dalla relazione del dottor Bernabè, circa la presenza di operatori over the top che possono porre in essere condotte speculative da individuare e prevenire.

Il senatore LANNUTTI (IdV) evidenzia come la certezza dei futuri investimenti preannunciati dal dottor Bernabè richieda, quale presupposto imprescindibile, la stabilità degli assetti societari,

Domanda, quindi, maggiori informazioni sulle ipotesi di riassetto della governance dell’azienda, in previsione dell’assemblea societaria convocata per il prossimo 12 aprile.

Il presidente GRILLO rileva come il quesito posto dal senatore Lannutti esuli dall’oggetto della convocazione odierna.

Pertanto, a meno che il dottor Bernabè non intenda aggiungere qualcosa, ringrazia i vertici di Telecom ed i senatori intervenuti, dichiarando conclusa l’audizione odierna.

Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 10,50.

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