Chi Siamo

Vincenzo Vita

Vincenzo Vita

Vincenzo Vita

Sono stato deputato dal 1996 al 2001 e Sottosegretario del Ministero delle comunicazioni nei governi Prodi, D’Alema e Amato, con delega al sistema radiotelevisivo e alla multimedialità. Ho collaborato alla preparazione di diverse leggi, come la Riforma generale del Sistema delle comunicazioni (L. 249/97), la normativa sulla Promozione di film e audiovisivi italiani ed europei (L. 122/98), la normativa Antitrust sui diritti televisivi del calcio criptato e sul “decoder unico” (L. 78/99), la legge sulla Par condicio (L. 28/2000), la legge quadro sull’Inquinamento elettromagnetico (L. 36/2001) e quella sul “digitale” (L. 66/2001). Numerose sono state le partecipazioni a riunioni europee e manifestazioni internazionali inerenti le tematiche radiotelevisive e culturali. Così a Ottawa, in Canada, nel giugno del 1998 ho contribuito alla nascita dell’International Network on Cultural Policy, un Forum di 23 Paesi dedicato ai temi della globalizzazione e della diversità culturale. In occasione della riunione di Santorini, in Grecia, nel 2000, sono stato nominato coordinatore per il Forum del gruppo di lavoro sui mezzi radiotelevisivi, incarico ricoperto fino alla fine del governo Amato nel 2001. Dal 2002 al 2004 ho fatto parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda Speciale Palaexpò di Roma. Dal 2003 al 2008 ho ricoperto il ruolo di Assessore delle Politiche Culturali, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi della Provincia di Roma, ho lavorato alla creazione di un laboratorio progettuale, immaginando la Provincia come “distretto culturale”, per una politica culturale aperta e inclusiva, articolata in processi che tendono a obiettivi di sistema e stabilità. Ho cercato di contribuire alla ‘Provincia digitale’. Attualmente sono vice presidente della VII commissione permanente del Senato, istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport. Una voglia di “comunicare la politica” che ho espresso anche a livello internazionale facendo parte dell’International Institute of Communication.

Tra i vari articoli e saggi che ho scritto sui “Problemi dell’Informazione”, mi piace ricordare alcune pubblicazioni: Dopo i Mass Media (ed. Edizioni associate, Roma, 1993) e L’Inganno Multimediale (ed. Meltemi, Roma, 1998) e un saggio “Time sensitivity nel governo in rete e nella pratica democratica”, contenuto in “La conquista del tempo. La rete, la società e la democrazia” a cura di Derrick de Kerckhove (editori Riuniti, Roma, 2002). Recentemente ho pubblicato nella Newsletter di Astrid “Il sogno digitale”, e con Carlo Latini “Il 68 – Un evento, tanti eventi, una generazione”, (ed. Franco Angeli, Roma, 2008).

Luigi Vimercati

Luigi Vimercati

Luigi Vimercati

Sono nato a Monza 56 anni fa. Mio papà era operaio alla Falck di Sesto San Giovanni, come la mamma che oggi è pensionata.

Sono stato iscritto al Pci, al Pds, al DS e, adesso, al Partito Democratico.

Ho aderito al Partito democratico, entrando a far parte della sua Assemblea costituente.

Mi sono laureato in storia e filosofia all’Università degli studi di Milano e, quindi, ho fatto la gavetta classica degli insegnanti: supplenze, incarichi annuali, poi a tempo indeterminato, fino a diventare professore di ruolo e andare a insegnare nel Liceo Parini, sempre a Milano.

Eletto Senatore nella XVI legislatura, sono Segretario della 8° Commissione permanente lavori pubblici e comunicazioni e membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radio televisivi.

Sono stato sottosegretario alle comunicazioni nel Governo Prodi II. Mi sono occupato in particolare dello sviluppo del sistema radiotelevisivo e del settore delle comunicazioni elettroniche, con un occhio di riguardo al tema dell’innovazione tecnologica.

Prima sono stato consigliere comunale e assessore a Sesto San Giovanni, poi assessore al lavoro, economia e innovazione della Provincia di Milano.

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